Premio Gaetano Marzotto a Vedrò



Per Cristiano Seganfreddo, ospite del think net italiano VeDrò nato per riflettere sulle declinazioni future del Paese, l’Italia ha bisogno di una Rivoluzione Estetica.
Al debito pubblico che si è ingrossato di anno in anno, abbiamo affiancato, inconsapevoli, un altro enorme debito. Quello culturale e sociale. Ancor più strutturale, purtroppo, del debito finanziario. Uno spread soprattutto estetico. Un ritardo formale diffuso che si concretizza in modo evidente nella vita economica e sociale. Ancorati all’idea di avere il più importante patrimonio artistico mondiale, abbiamo tralasciato qualsiasi aggiornamento culturale e patrimoniale. Gli altri paesi si aggiornavano e investivano, noi a guardare il paesaggio immobili e neppure conservatori.
L’immaginario nazionale è fermo agli anni 80. Questo ritardo ci condiziona nel dialogo con paesi che si rappresentano usando codici estetici avanzati e contemporanei come Germania, Inghilterra e Olanda.
Come colmare questo gap? Esportando la cultura e l’intelligenza italiana prodotta dalla nostra classe creativa ancora vera e attiva anche se troppo poco visibile.
«We can be heroes» il tema della ottava edizione del pensatoio trasversale dei quarantenni che si e’ svolto dal 26 al 29 agosto a Dro (Trento). A veDrò sono passati circa 800 tra imprenditori, manager, professionisti e rappresentanti del mondo dell`associazionismo, scienziati e artisti, studiosi, docenti e studenti, sportivi, operatori della comunicazione e dell’informazione, politici ed esponenti delle istituzioni. Oltre a Enrico Letta e a Giulia Bongiorno, sono intervenuti i ministri Filippo Patroni Griffi (Funzione pubblica) Francesco Profumo (Istruzione), il presidente di Marvel Entertainment International, Simon Philips; il direttore generale di Enel Fulvio Conti; il presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè; il presidente di Emergency Cecilia Strada; il delegato della Croce Rossa Internazionale in Afghanistan, candidato al Premio Nobel per la Pace 2010, Alberto Cairo.

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