Il PREMIO GAETANO MARZOTTO ha aperto ieri a Milano il ciclo d’incontri sul sistema innovazione in Italia promosso da Seedlab

Si è svolta ieri la tappa milanese della terza edizione del Premio Gaetano Marzotto, il riconoscimento di 800.000 euro dedicato ai giovani imprenditori del futuro, che ha inaugurato il primo ciclo d’incontri sul sistema innovazione in Italia promosso da Seedlab.

Al Garden Floor  dell’Hotel Milano Scala si è aperto il talk ideato da Matteo Faggin, principal di Seedlab, che ha voluto sostenere sin dal suo inizio tre anni fa gli obiettivi del Premio Gaetano Marzotto. ‘Siamo davvero felici di poter iniziare questo ciclo di appuntamenti con ospiti della caratura di Matteo Marzotto e Cristiano Seganfreddo, i quali oltre a raccontarci la filosofia e gli obiettivi del Premio Gaetano Marzotto potranno tradurre la visuale sulla situazione imprenditoriale del Paese a beneficio delle nostre startup e di tutti coloro che vorranno intervenire. Per SeedLab 2013 abbiamo infatti selezionato 13 tra le migliori idee di tecnologia innovativa oggi in Italia per un percorso di accelerazione che include l’affiancamento dei nostri mentor e partner, ma sappiamo che anche incontri di questa portata aiuteranno i nostri innovatori nella trasformazione delle idee in vere opportunità imprenditoriali’.

E a raccontare come entrare a fare parte di un network come quello costruito dal Premio possa nella concretezza permettere di fare il salto, è stata Annalisa Balloi, giovane ricercatrice, vincitrice nel 2011 di 250 mila euro, che gli hanno permesso di trasformare la sua idea in realtà, sviluppando il brevetto Micro4yoU da una fase laboratoriale a una fase oggi preindustriale.

All’incontro hanno partecipato anche Matteo Marzotto, presidente dell’Associazione Progetto Marzotto e Cristiano Seganfreddo, direttore dell’Associazione Progetto Marzotto, che ha concluso l’incontro illustrando come ‘Premio e Progetto mirino sempre più a un approccio sistematico che dia un impulso vero alle dinamiche della nascita di nuova impresa. Da una parte il network di incubatori, acceleratori, venture, angel e grandi investitori, dall’altro una pressione socio-culturale per generare un cambiamento nella società con azioni continue e pervasive. Fino a spingerci alla spettacolarizzazione sana dell’innovazione e della nuova impresa. In particolare, puntiamo ad accorciare le distanze tra nuovi imprenditori e piccola e media industria italiana, tra ricerca universitaria e mondo produttivo. Le nuove idee hanno bisogno di competenze e di struttura e possono rigenerare aziende storiche; stiamo lavorando per generare nuove interfacce e canali di comunicazione a sostegno’.

Comments are closed.