PREMIO DALL’IDEA ALL’IMPRESA – M31: BIKE INTERMODAL

Bike intermodal è la più avanzata, compatta, leggera “bicicletta pieghevole” a pedalata assistita, realizzata mediante radicali innovazioni di prodotto e di processo, grazie all’integrazione della modalità ciclistica con altre modalità, in particolare quella del trasporto pubblico, nata da una ricerca UE sulla mobilità urbana sostenibile nell’ambito del 7° P.Q.

Sede: Tecnologie Urbane Srl con sede a Firenze.

Team

Alessandro Belli, Michele Rossi e Alessandra Rinaldi, tre industrial designers, con diverse esperienze internazionali, professionali e di insegnamento.

Tecnologia/Prodotto/Servizio

Un innovativo modello di bicicletta, compattabile in un volume piatto di 30 litri, un quinto del volume della media standard. Punto chiave del progetto è il ricorso alle tecnologie industriali automotive, economicamente efficienti, ambientalmente certificate, tecnologicamente affidabili, abbandonando la filiera produttiva ciclistica classica.
Altri punti importanti sono la leggerezza, dovuta a una inedita struttura reticolare, e l’integrazione di assistenza alla pedalata con un ausilio elettrico miniaturizzato, ultraleggero e al tempo stesso molto potente.

Ricadute sociali e territoriali

La riduzione di peso e volume hanno un importante effetto di processo in termini di “industrial greening”, in quanto introducono per la prima volta in una bicicletta prodotta in serie il concetto del “Product Lifecycle Management” (PLM). Una pratica ormai quasi obbligatoria di tracciamento dei flussi di materiali per ragioni ambientali, ma impossibile da applicare all’industria ciclistica come la conosciamo oggi, con la sua immensa, destrutturata filiera -principalmente “no brand”- che rifornisce un mercato mondiale di 130 milioni di unità.
La forte riduzione di peso medio dell’unità prodotta significa inoltre un minore prelievo di materiali dall’ambiente, nel senso definito dal Wuppertal Institut per l’Ambiente. Una costruzione modulare e una ridotta lista materiali permette sia una “waste minimization” e un aumento di efficienza industriale, sia una migliore politica di smantellamento e recupero/riciclo di materiali a fine vita utile.
Bike Intermodal permette un’integrazione reale tra la mobilità ciclistica e tutti gli altri mezzi di trasporto, rendendo più flessibili i percorsi urbani e incentivando l’uso delle due ruote.

Analisi del mercato

Vi sono a livello mondiale più di cento produttori di “bici pieghevoli”, con una produzione tra i due e i tre milioni.
A parte rarissime eccezioni, tutti offrono lo stesso prodotto: 14 kg di peso e 150+ litri di volume.
Ma solo due players si spartiscono la scena: uno controlla il 50% del mercato; l’altro ha la reputazione di aver sdoganato un “genre” considerato molto “nerd” e per nulla “cool”, ma vale meno dell’uno percento.
Il prodotto si indirizza a vari segmenti di mercato:

• Urban comuters
• Car range extender (OEM/Aftermarket)
• Car Rental companies
• Bike Rental services
• Corporate Mobility Managers
• Nautical accessories
• General Aviation
• RV accessory (OEM/Aftermarket)

 

www.bike-intermodal.eu